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Alle spalle di Biella si trovano rilievi che si spingono sino ai 2.350 metri
del Monte Mucrone o i ai 2.500 del Monte Bo, l'arco montano che
racchiude a nord-ovest il territorio della Provincia presenta
valori paesistici significativi e importanti - anche se
differenziati - valori di naturalità.
Al limite settentrionale
l'alta Valle Sessera presenta la più ampia estensione di aree
naturali e seminaturali di tutta la Provincia con particolari
caratterizzazioni vegetazionali, per l'estensione del bosco e le
varietà botaniche e faunistiche. Più ad ovest, l'arco montano
trova nelle cime del Bo, nella punta Tre Vescovi, nel colle della
Vecchia, nelle cime dei monti Mars, Camino, Mucrone e Mombarone i
riferimenti per una consolidata fruizione escursionistica, che nel
Monte Mucrone si sovrappongono alla utilizzazione per gli sports
invernali organizzati dalla stazione di Oropa. L'ambiente,
squisitamente montano, presenta una forte omogeneità. Assai
diverso il panorama che si apre a sud del Mucrone dove l'alta
valle dell'Elvo si caratterizza per gli estesi pascoli ed il
permanere di una economia zootecnica che ha viceversa abbandonato
gli altri territori montani della Provincia. L'inserimento della
Comunità Montana nell'area di operatività dell'obiettivo 5b e
delle iniziative comunitarie Leader II apre interessanti
prospettive di consolidamento di una struttura economica
diversificata, sviluppando a fianco delle produzioni
agro-alimentari un'offerta turistica "agrimontana".
L'articolazione territoriale

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Il territorio della Provincia di Biella
appare ad un primo sguardo fortemente marcato dalla
contrapposizione tra montagna e pianura, ma ad uno sguardo
appena più approfondito, emergono cinque grandi quadri
ambientali e, al loro interno, assai più numerosi ambienti
riconoscibili. I cinque grandi quadri ambientali sono
rappresentati da:
• la cornice montana;
• i sistemi delle valli;
• i rilievi collinari;
• il sistema urbano pedemontano;
• la pianura.

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La cornice montana
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Con rilievi che si spingono sino ai 2.350
metri del Monte Mucrone o i ai 2.500 del Monte Bo, l'arco
montano che racchiude a nord-ovest il territorio della
Provincia presenta valori paesistici significativi e
importanti - anche se differenziati - valori di naturalità.
Al limite settentrionale l'alta Valle Sessera presenta la più
ampia estensione di aree naturali e seminaturali di tutta la
Provincia con particolari caratterizzazioni vegetazionali,
per l'estensione del bosco e le varietà botaniche e
faunistiche. Più ad ovest, l'arco montano trova nelle cime
del Bo, nella punta Tre Vescovi, nel colle della Vecchia,
nelle cime dei monti Mars, Camino, Mucrone e Mombarone i
riferimenti per una consolidata fruizione escursionistica,
che nel Monte Mucrone si sovrappongono alla utilizzazione
per gli sports invernali organizzati dalla stazione di Oropa.
L'ambiente, squisitamente montano, presenta una forte
omogeneità. Assai diverso il panorama che si apre a sud del
Mucrone dove l'alta valle dell'Elvo si caratterizza per gli
estesi pascoli ed il permanere di una economia zootecnica
che ha viceversa abbandonato gli altri territori montani
della Provincia. L'inserimento della Comunità Montana
nell'area di operatività dell'obiettivo 5b e delle
iniziative comunitarie Leader II apre interessanti
prospettive di consolidamento di una struttura economica
diversificata, sviluppando a fianco delle produzioni
agro-alimentari un'offerta turistica "agrimontana".
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I sistemi vallivi

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Articolati a ventaglio attorno alla città
di Biella e, più ad oriente, lungo l'asse pedemontano, i
sistemi vallivi del Biellese si caratterizzano per l'elevato
livello di insediamento secondo modelli assai articolati.
La Valle Elvo, aperta e caratterizzata da una buona
esposizione dei paesi che ne costellano i versanti, non
presenta una significativa gerarchia degli insediamenti, che
mantengono tutti un'impronta rurale.
La Valle Oropa, dove gli insediamenti estremamente
limitati sono attestati su versanti di scarsa insediabilità,
è dominata dall'insediamento del Santuario che ne organizza
la vita e le stesse attività economiche.
La Valle Cervo, dove sono presenti insediamenti di
fondovalle di non trascurabile valore storico-culturale (ancorchè
scontino la penalizzazione di una valle profondamente incisa
ed angusta), risulta significativamente differenziata al suo
interno: nella parte alta gli insediamenti storici di
Rosazza, Piedicavallo e Campiglia Cervo sono ormai
caratterizzati da una modesta residenzialità permanente e,
nonostante il rilievo della struttura urbana, non presentano
elementi di polarizzazione funzionale riconoscibili. La
bassa valle, sede delle attività produttive e dei maggiori
insediamenti residenziali, trova in Andorno Micca il proprio
riferimento nella offerta di servizi e, nella vicinanza con
Biella, l'occasione di relazioni urbane più intense e
strutturate.
La Valle Strona, dove gli insediamenti della
industrializzazione storica localizzati nel fondovalle,
percorso dall'energia motrice dell'acqua, si associano ad
insediamenti di versante e di crinale a prevalente matrice
residenziale, ospita la quota più rilevante delle attività
manifatturiere tessili che hanno mantenuto, anche a fronte
di strategie di pianurizzazione degli insediamenti, una
localizzazione montana. La valle trova in Vallemosso il
proprio principale riferimento organizzativo e istituzionale
per l'offerta di servizi e nel vicino centro di Mosso S.
Maria la sede delle attività formative. Essa presenta
inoltre una rilevante relazione con il polo di Cossato.
Articolazioni significative sono costituite dagli
insediamenti collinari del Mortigliengo nella bassa valle,
che assumono connotati prettamente residenziali, e del
Triverese, polo produttivo storico che ospita anche
importanti funzioni di servizio alla produzione. La
singolarità di questo insediamento, che lega in modo
significativo la propria fisionomia alla presenza di un
gruppo industriale di grande tradizione, è rimarcata dalla
presenza dell'ospedale, unico in area montana, e
dall'accesso all'Oasi Zegna.
La Valle Sessera, anch'essa largamente marcata dalla
produzione manifatturiera, presenta una rilevante
integrazione con la Valsesia e, da sempre, evidenzia
difficoltà nei collegamenti con Biella. Tutto il quadro
ambientale e insediativo delle valli montane è
caratterizzato dalla presenza di episodi significativi di
archeologia industriale, che hanno la maggiore
concentrazione nella Valle Sessera e presentano insediamenti
significativi anche nelle valli Strona ed Elvo.
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I rilievi collinari
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Cerniera discontinua tra le aree montane
ed il sistema insediativo pedemontano, le colline si
distribuiscono nell'anfiteatro attorno a Biella, interrotte
dalla diretta connessione del sistema urbano e pedemontano
con i sistemi dei fondovalle Cervo e Strona. Sono
riconoscibili tre nuclei di insediamenti collinari
rispettivamente nell'area della bassa valle Elvo, della
collina centrale tra Biella e Cossato e della collina di
Masserano e Brusnengo, tutti caratterizzati da una marcata
vocazione residenziale, qualificata in relazione alle
condizioni ambientali pregevoli e per la facile accessibilità
al sistema urbano. L'ambiente collinare biellese è
completato dalla Serra, formazione morenica che interessa la
provincia di Biella con il suo versante settentrionale, più
dolce e sottolineato dalla presenza di alcuni insediamenti
(il versante meridionale in provincia di Torino è invece più
acclive) di modesta entità. Tali centri hanno sviluppato
una interessante vocazione turistica, come luoghi di
villeggiatura, connessa al paesaggio rurale e rafforzata
dalla presenza di valori storici e naturali di rilievo, che
trovano il momento di maggiore importanza nella Bessa, sito
di ritrovamenti di rilevante interesse archeologico. Nelle
sue propaggini più meridionali la Serra da vita
all'ambiente fortemente caratterizzato dal lago di Viverone,
tradizionale polo turistico della Provincia, ed area di
specializzazione viticola rimarcata della presenza
dell'Enoteca Regionale della Serra. Tutto il contesto
collinare biellese presenta rilevanti vocazioni alla
fruizione ambientale, vocazioni che possono trovare un
importante riferimento nel modello del turismo rurale (in
particolare offerta eno-gastronomica e turismo equestre,
entrambi fenomeni che presentano potenzialità e presenze di
rilievo nel Biellese) e che possono essere
significativamente sottolineate dall'allestimento di
itinerari e circuiti che attraversino l'intero quadro
collinare, collegandolo anche al sistema della Baraggia.
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Il sistema pedemontano

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Ai piedi dei rilievi collinari si estende
il principale sistema insediativo della Provincia generatosi
attorno ad insediamenti singolari di diverso rilievo e
spessore gerarchico: dal centro capoluogo di Biella ai
centri intermedi di Cossato e Mongrando, a insediamenti
minori di più marcata natura rurale, oggi di preminente
caratterizzazione manifatturiera. Il sistema pedemontano è
stato interessato da processi conurbativi di sviluppo
lineare attorno alle principali vie di comunicazione, in
particolare lungo la S.S. 142 da Biella a Cossato (strada
dei laghi) e, in diversa misura, lungo la nuova
infrastruttura superstradale Biella-Cossato. Si è trattato
di uno sviluppo avvenuto in modo sostanzialmente
disordinato, che ha consumato quote eccessive di suolo, ha
compromesso la possibilità di potenziare la rete viaria
esistente ed ha creato una diffusa condizione di disagio
ambientale: inquinamento acustico e dell'aria,
impermeabilizzazione del suolo, insicurezza della
circolazione. Negli anni più recenti i processi di crescita
urbana hanno interessato anche le direttrici radiali della
pianura, formando a valle di Biella un ambito insediativo a
marcata caratterizzazione produttiva e commerciale.
All'interno di questo sistema è concentrata la quota più
significativa della popolazione della provincia, pari a
circa il 50% del totale.

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La pianura

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A valle degli insediamenti pedemontani il
territorio di pianura della Provincia di Biella è
prevalentemente caratterizzato in termini di spiccata
ruralità da paesaggi agrari ed ambienti insediativi
fortemente differenziati. Le risaie nella parte meridionale
- peraltro in fase di estensione - sono dominate dalla
presenza di cascine isolate. Le aree a seminativo delle
piane di Cavaglià e Cossato e della enclave di Cerrione e
Ponderano, attraversate dai paesaggi fluviali dell'Elvo e
del Cervo, sono interessate da ridotti insediamenti
residenziali e produttivi. La Baraggia, area non insediata,
costituisce un quadro paesistico - ambientale di rilevante
singolarità e valore naturalistico. Essa occupa una vasta
area pianeggiante, rilevata rispetto alle circostanti piane
agricole, che dall'orlo del terrazzo del Cervo a Candelo si
spinge fino alle risaie del bordo meridionale. La singolarità
vegetazionale dell'area che rappresenta uno dei più
significativi esempi di brughiera presenti nella scena
padana, ha trovato riscontro nell'istituzione della Riserva
Naturale Orientata.
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| |
Biella
(Provincia) |
Piemonte |
Italia |
| Comuni |
83 |
1.209 |
81.000 |
| Abitazioni
occupate |
77.373 |
1.696.506 |
19.735.913 |
| Proprietà(%) |
66 |
63 |
68 |
| Affitto(%) |
27 |
31 |
25 |
| Altro
titolo |
7 |
6 |
57 |
| Famiglie |
77.508 |
1.713.094 |
19.909.003 |
| Popolazione
residente |
190.457 |
4.294.127 |
57.460.997 |
| I
dati sono riferiti alle pubblicazioni Istat , che in
alcuni casi possono anche essere datati 1991 o 1997 |
| |
Biella(Provincia) |
Piemonte |
Italia |
| Area
Totale |
930 kmq |
25.399 kmq |
301.262 kmq |
| Montagna |
38% |
43% |
35% |
| Collina |
49% |
30% |
42% |
| Pianura |
13% |
27% |
23% |
| Dati
generali sulla provincia |
| Km di strade |
585 |
| altitudine
s.l.m. min |
171 |
| altitudine
s.l.m. max |
2.556 |
| Aree
geologicamente instabili |
208 |
| Aree
inondabili |
32 |
| Aree
interessate da frane |
27 |
| Aree a
vincolo idrogeologico |
548 |
| Aree a
rischio sismico |
assenti |
|