|
Il freddo lungo inverno biellese, limita la coltura di erbaggi e verdure. Le serre non esistevano, le patate venivano conservate nei locali adatti ed in terra, oltre ai cavoli non rimanevano che i porri. Resistentissimi al freddo, bastava coprirli con paglia e sterpaglie cosė che, al momento del bisogno, dissodando la terra dal gelo, si estraevano i gambi necessari e si preparava una buona e nutriente zuppa. Si tagliavo fette di pane raffermo e si faceva tostare in forno o in padella, e quando era possibile, si ungevano con un po’ di burro. I porri venivano ben puliti, senza togliere troppo verde, lavati e bolliti in acqua salate. Si disponevano poi le fette di pane sul fondo di una pignatta di terracotta quindi i porri tagliati a pezzi, infine si irrorava con il brodo di cottura. A parte si sbattevano un paio di tuorli d’uovo con un po’ di formaggio grattugiato o con avanzi tagliati a dadini,sale,pepe e si versava sui porri. Si passava in forno o si poneva sulla brace a recipiente coperto della stessa e si lasciava gratinare.
Tratto da : "dalla madia al fuoco del camino" :-: Edizioni Leone & Griffa
|
| |
| |